mercoledì 19 aprile 2017

La buonanotte di Plastilina

Un piccolo esperimento con due sole "immagini" di plastilina.

Una fiaba classica di Jean de La Fontaine.

Buona visione




venerdì 31 marzo 2017

Pronte per la Fiera! Forse!


Ebbene sì! Quest’anno anche io andrò a visitare la mitica fiera di Bologna.
La BCBF ovvero la Bologna Children Book Fair.
Una fiera alla quale non si può mancare se si vuole capire come funziona anche solo una piccola parte del mondo dell’editoria. 
E la parola mondo non l’ho scritta a caso, perché, in questa occasione così importante, gli editori e tutti gli addetti ai lavori di questo settore così specifico (libri per l'infanzia), arrivano davvero da tutto il mondo. 

So già che mi sentirò davvero piccola piccola in mezzo a tanti professionisti super esperti. 

Io quest’anno, dopo che ci pensavo da diverse edizioni e ne sentivo parlare da tanti miei amici illustratori e scrittori, bibliotecari e librai, ho trovato il coraggio e ho preso la decisione di partire e vivere questa esperienza che, a detta di tutti, è fortissima. 
Andrò con mia sorella gemella Valeria che collabora con me ormai già dal secondo libro e che mi affianca da sempre nei laboratori, oltre che in tutto il resto, essendo gemelle. 
E sarà un’avventura in tutti i sensi, perché è da tanto che non viaggiamo da sole. Alloggio prenotato due mesi fa, così come il volo. Preparativi iniziati da tanto e non ancora finiti.
Ho preparato il portfolio con i miei lavori, il foglio per “il muro” dove tutti attaccheranno il proprio foglio “pubblicitario” coi biglietti da visita. Il muro è un’occasione in più per cercare di farsi notare da editori, agenti letterari etc.

In particolare visiterò lo stand degli ospiti d'onore, e nello specifico della Catalogna. Perché la mia volontà di andare in catalogna, e in un paesino in particolare, è nato in realtà qualche mese fa, quando ho iniziato a scrivere dei racconti storici legati alla nostra (della Sardegna) e alla loro storia. Una storia che ci ha legato per molti secoli, ma ora non posso anticipare niente. E' un progetto complesso in cui credo molto ed è per questo che quando ho letto che loro sarebbero stati gli ospiti d'onore, ho preso definitivamente la decisione! Altrimenti credo che pure quest'anno me la sarei persa per la poca convinzione che spesso mi contraddistingue, nonostante sembri a volte spavalda, a chi non mi conosce davvero.





Io e Valeria ci stiamo preparando anche per fare un piccolo reportage a modo nostro, per raccontare a chi ci segue su youtube e fb, di cosa si tratta. Telecamere, microfono, schede da millemila giga e faccia tosta. Sarà una bella occasione per riportare in video tutte le emozioni e impressioni di questo evento vissuto in prima persona, e mostrarlo agli altri. Perché nell’ambiente dei libri, questa fiera è straconosciuta, amata e temuta, ma gli altri, i non addetti ai lavori, non la conoscono molto o non l’hanno mai sentita nominare. Ed è normale, dopotutto. 
Lo zaino che porteremo con noi sembra davvero da esploratori e le scarpe saranno le più comode che si possano avere. Perché ci sarà tanto da camminare.
Alla fiera ci si prepara dall’anno prima, quando si partecipa alla selezione per la mostra degli illustratori ma io non ho partecipato perchè l'anno scorso in quel periodo non ero per niente in forma. Poi, quando la data si avvicina, inizia lo stress da fiera.
E per me che sono alle prime armi, in questo senso, lo stress si è fatto sentire presto. Con un incubo ambientato all'aeroporto in compagnia di un'amica illustratrice siciliana che non ho mai incontrato ma che incontrerò proprio alla fiera. Ci siamo sentite con amiche illustratrici, anche con quelle che conosco solo tramite fb e tutte dicono la stessa cosa: la fiera di Bologna è una cosa così grande che non basta una visita per ambientarsi. Dopo qualche edizione, forse, si riesce a viverla più serenamente.
Per me sarà la prima volta e sarà di sicuro una totale esplorazione come un bambino in un negozio di giocattoli. 
Foto di backstage in attesa delle foto definitive del nuovo libro Gli amici della Giraffa

Non so se riuscirò a fare un colloquio con qualche editore, devo trovare il coraggio, ma l’intenzione è questa. Anche questi colloqui fanno parte della preparazione pre-fiera.
Chissà se la mia plastilina piacerà. Non è per niente scontato, anzi! Perché il mondo è pieno di aspiranti come me e molto più esperti di me, che siano illustratori, disegnatori etc. Magari il fatto che io usi la plastilina, e non il disegno, restringe il campo, ma questo non significa granché. Quindi vado alla fiera con la consapevolezza che non dovrò aspettarmi niente. Così la vivrò serenamente, almeno da quel punto di vista.
Anzi il timore è che vedendo la realtà fuori da qui, tornerò a casa depressa e demotivata, perché quello che vedrò sarà davvero il top e io mi sentirò ancora più piccola e principiante. Non sto esagerando. Sono sentimenti comuni in chi si confronta con la realtà delle cose, soprattutto uscendo dalla propria isola. Bè.. speriamo bene!
Non vedo l’ora di incontrare le tante persone conosciute tramite fb, persone affermate e non, con le quali ci si scambia ogni tanto pareri o chiacchierate tra amici, perché alla fine anche se tramite fb, le amicizie nascono e crescono davvero e ci si affeziona a chi sta dall’altra parte del mare, soprattutto se si è legati da una passione così forte come quella per la l’arte e la creazione in genere.

Quando rientreremo e metterò in ordine le idee farò qui il post post-fiera. E dopo aver letto tanto su internet per prepararmi al meglio a questa esperienza, anche io potrò dire e raccontare la mia, anzi la nostra, in parole, immagini e video.
Ovviamente mi porterò appresso un pacco di plastilina da 10 colori e credo che farò nascere qualcosa a Bologna per poi lasciarlo lì o regalarlo alle amiche illustratrici che incontrerò!

In bocca al lupo a noi!

giovedì 16 marzo 2017

LE INTERVISTE DI PLASTILINA

Oggi questo blog, che solitamente parla della mia plastilina, inaugura una nuova sezione.

LE INTERVISTE AGLI ARTISTI DELLA PLASTILINA

Tramite le mie interviste vi farò conoscere gli artisti che si occupano dello stesso materiale di cui mi occupo ormai da anni.

La prima intervista l'ho dedicata ad Antonietta Manca, di cui non vi anticipo niente. La scoprirete pian piano leggendo, ma intanto vi presento il suo alter ego di plastilina.

Buona lettura!



Ciao Antonietta!

Iniziamo con la più classica delle domande: 

Quando e come hai iniziato? A che età? Che percorso di studi hai seguito?

Ho iniziato a lavorare con la plastilina nel 2001 in Spagna a Barcellona dove lavoravo come art director in una agenzia. Ho fatto un corso di modellazione e animazione in stop motion alla scuola di animazione dei fratelli Lagares. poi quando sono tornata a vivere in Italia ho continuato a lavorare come Art e come grafico e la sera mi dedicavo a costruire pupazzi con la plastilina. Dato che lanimazione a passo uno è molto lunga e complicata ho deciso di realizzare delle illustrazioni di plastilina e propormi come illustratrice.

Il primo passo è stato andare alla fiera del libro di Bologna con le foto dei miei lavori sotto braccio. Mi sono proposta a innumerevoli editori di tutto i mondo. Con pazienza e perseveranza finalmente un editore ha creduto in me e grazie a Fulvia DeglInnocenti che si è appassionata alla plastilina, ha scritto una storia per la collana delle giostre delle edizioni Paoline ed è nato il mio primo libro, "La cicala suona il rock".

Un'illustrazione dal libro "La cicala suona il rock"

Come definisci il nostro lavoro, la nostra figura? 
      Chi si occupa di plastilina ha una denominazione ben precisa? Quale? 

      Io mi definisco sempre una pupazzara ma sostanzialmente sono unillustratrice. 
      Secondo me non importa la tecnica che utilizzi, ma la capacità di riportare in immagini concetti o storie, che poi è la parte più difficile di questo mestiere.
   
      Parlaci del tuo percorso di studi ed esperienze lavorative

Mi sono diplomata allIstituto dArte di Sassari, poi ho fatto qualche anno di architettura ma ho poi ho preso la mini Laurea in Disegno Industriale a Genova. Ho lavorato come grafico da sempre e dopo la laurea mi sono trasferita a Milano e li lavoravo come Art Director in diverse agenzie di pubblicità
     
Dopo la mia esperienza spagnola, il lavoro di grafico ha perso sempre più importanza per           me, mentre il lavoro di illustratrice diventava sempre più presente. Ora mi dedico totalmente               allillustrazione e solo per pochi progetti, faccio ancora il grafico.

Descrivi a chi non è del mestiere, in cosa consiste il tuo lavoro (stile, tipo di materiale)
      
Il mio lavoro consiste in costruire con la plastilina colorata dei pupazzi che vengono allestiti in un set e poi fotografati. Le immagini ottenute vengono utilizzate come illustrazioni per libri o per tutto ciò che può servire un immagine.
Sostanzialmente sono più lavori perché oltre a quello della modellazione c’è il lavoro dell’allestimento e dello scatto fotografico e poi il lavoro di post produzione sulla pulizia dell'immagine digitale ottenuta.


Qual è stata finora lesperienza più significativa? 

La pubblicazione del primo libro è importante perché cominci a muoverti nel mondo della professione vera e propria. Questo mestiere è molto difficile e faticoso un continuo lavoro di tecnica, concetti e relazioni con editori scrittori ogni esperienza è importante dal libro alla copertina del romanzo alla cartolina di natale. Ogni volta volta per me è una nuova sfida!

Come vivi questo lavoro che, come tutta larte in genere, è fatto principalmente di passione oltre che di talento?

Questo lavoro è molto difficile, quando uno realizza qualcosa di creativo e poi deve proporlo è sempre delicato come passaggio. Lillustratore passa molto tempo da solo davanti al suo progetto ci lavora diversi giorni  spesso mesi e ci metti anima e corpo, poi deve venderlo e le reazioni dallaltra parte hanno una conseguenza anche su chi lha costruito, ogni mio lavoro è come un piccolo figlio. Sicuramente senza passione non ha senso fare nessun mestiere ma sopratutto un lavoro creativo dove i tempi sono dilatati e non ci sono mai certezze. 


Due illustrazioni dal libro "La pulce innamorata" scritto da Funvia Degl'innocenti 


 A cosa aspiri?

Mi piacerebbe poter fare dei progetti con alcuni editori che rincorro da tempo e realizzare gli innumerevoli libri che ho nel cassetto sotto forma di schizzi e appunti o immagini. Fare dei progetti con i bambini nelle scuole e nei musei. Insomma continuare a fare quello che faccio!

Hai già pubblicato un libro tutto tuo? Scritto e illustrato da te.

Fino ad ora ho fatto libri con altri scrittori o libri senza parole, nel 2017 uscirà un nuovo libro realizzato totalmente da me testo e immagini ma mi piace lavorare con gli scrittori è già così solitario il lavoro dellillustratore che confrontarsi con un altra persona è molto più arricchente e creativo per me.

Il tuo lavoro è anche quello di Grafica, in che modo questo ti agevola nel preparare le illustrazioni e i libri da pubblicare?

Il lavoro di grafico mi aiuta per limpostazione dellimmagine pensandola anche in funzione della stampa. Spesso propongo i progetti già finiti e pronti poi però gli editori cambiano sempre un po' le cose, ma avere, dallaltra, parte qualcuno che capisce anche la fase tecnica del progetto libro è un valore aggiunto, ma non è necessario per fare una bella illustrazione. Ogni esperienza anche la più distante poi torna sempre utile alla fine.

Parlaci della tua iniziativa Everyday.


Il progetto Everyday è nato come una necessità creativa di costruire dei pupazzi senza limiti di tecnica o soggetto, una necessità di pura sperimentazione che con il meccanismo della pubblicazione quotidiana attraverso i social network mi impone di fare tutti i giorni qualcosa di nuovo. A questo punto è da più di un anno che lo faccio e spesso è difficile fare qualcosa di nuovo ma è anche interessante vedere la risposta dei miei everyday. Non sempre segue le mie aspettative e anche questo è stato un percorso interessante sul mio lavoro. 




Oltre a creare i personaggi, scrivi per loro. Di loro.

Non amo molto scrivere, prendo appunti o delle note ma difficilmente scrivo preferisco disegnare.

Parlaci della collaborazioni che hai avuto con degli scrittori?

Ho avuto molte collaborazioni con diversi scrittori: con Fulvia DeglInnocenti ,una bravissima scrittrice e giornalista, un vulcano di idee ho fatto due libri. Con altri scrittori ho realizzato dei progetti che sono in attesa di pubblicazione e altri in fase di progettazione. Spesso ricevo, via mail, testi da illustrare o persone che si propongono. Mi piace molto trasformare in immagini i pensieri di uno scrittore. E' sempre molto bello vedere la reazione di una tavola per la persona che lha scritto.

Lavori solo in Italia o ti è capitato di lavorare con committenti esteri?

Ho collaborato per un editore inglese ma poi il libro non è andato come avevamo pventivato. Lavorare con gli editori esteri non è semplice ma è uno dei punti fondamentali per il lavoro dellillustratore.

Hai delle idee nel cassetto, o un nuovo progetto in corso, di cui puoi parlarci?

Tante idee tanti progetti ora sto finendo un nuovo libro che mi ha impegnato molto e di cui           sono contenta, ma per scaramanzia preferisco non parlarne nel dettaglio! 

Grazie Antonietta per averci fatto conoscere il tuo percorso e le tue idee "plastilinose". Attendiamo di conoscere i tuoi nuovi progetti, che saranno sicuramente tridimensionali e colorati e teneri!

giovedì 21 luglio 2016

La plastimostra a Galtellì

La mia Plastimostra approda in un nuovo museo. Una bellissima e suggestiva casa antica di Galtellì. 
La casa museo "Sa domo 'e sos Marras" incastonata nell'antico borgo in Baronia.

Grazie al Comune di Galtellì e alla Proloco di Galtellì, sabato 23 luglio alle ore 18 inaugureremo la mia esposizione di quadri ispirati alla tradizione sarda.



L'evento è uno dei tantissimi programmati nell'ambito del progetto "Museo aperto" e fa parte degli appuntamenti dell'Estate Galtellinese.

La giornata inizierà la mattina con un laboratorio di manipolazione della plastilina per bambini, dove i protagonisti saranno i personaggi del mio primo plastilibro che narra degli animali della campagna "Sa vida in su sattu". Creeremo insieme un personaggio tratto dal libro.



Per l'occasione ho realizzato due nuovi quadri che accompagneranno i personaggi tridimensionali nelle teche di vetro del museo. Un'aggiunta alla plastimostra che prosegue nel segno della tradizione sarda, anzi l'ha anticipata. Questi libri sono infatti la prima esperienza tratta dalla tradizione a cui io mi ispiro sempre.


Mentre i bambini saranno impegnati nel laboratorio, i genitori potranno seguire una visita guidata per le strade dell'antico borgo.








La serie di plastiquadri (i quadri realizzati con la plastilina) che rappresentano le forme e i colori della tradizione sarda si intitola “Sinnus e prendas”. 
Sinnus (segni) perché il motivo ricorrente di tutta l’esposizione è proprio il segno, il disegno, il ricamo e i decori in generale.
Prendas (gioielli) perché sono presenti anche i gioielli della nostra cultura, in filigrana e perchè in generale tutto ciò che è fatto a mano, è prezioso. 



Osservando i quadri si possono riconoscere i ricami degli scialli, uno dei quali antico di Arbus a misura reale, il decoro dei cesti piatti (crobis) riportati nei 3 colori primari e in varie formule, con una stilizzazione interessate e in rilievo.


 



E poi la camicia antica del suo costume sardo, che ho indossato in occasione dell'inaugurazione della prima esposizione della plastimostra (al Museo del coltello sardo di Arbus dove la mostra ha avuto il debutto) per dare modo ai presenti, di avere un’idea del pezzo originale che hanno visto poi sul quadro in forma plastilinosa.
Tanti ricami diversi tra cui quello "a spighitta" e altri.

E ancora dal costume sono state riprodotte is pabixeddas, il corpetto delle donne sarde, che nella mia versione ha una particolarità: oltre alla forma del capo di vestiario, è stato ridisegnato e ricreato anche il broccato, la stoffa tipica usata per questo “antico reggiseno”.
E per quanto riguarda i gioielli vedrete bottoni e spille d’oro, e “l’ispuligadente”, “su pinnadeddu”, le catene e “gancere” in argento.

La mostra comprende le didascalie dei quadri che riportano alcune curiosità sui pezzi esposti. Un interessante viaggio per piccoli e grandi visitatori che dà un valore aggiunto all’estetica dell’esposizione.

Nell'esposizione di Galtellì ci saranno anche i personaggi dei mie Plastilibri esposti nelle teche di vetro del museo.

La mostra resterà in esposizione al museo etnografico di Galtellì fino al 31 agosto e i numerosi turisti che visitano questo borgo potranno vedere la mostra e portare a casa un souvenir diverso dal solito

Questa è la seconda plastimostra organizzata da Monica, che in Sardegna è l’unica ad occuparsi in questo modo specifico di plastilina. La prima mostra si svolse tra aprile e maggio 2015 al museo Is bangius di Marrubiu (OR) e comprendeva la vecchia produzione tra cui soprattutto i personaggi tridimensionali che lei mette nei suoi libri per bambini e in quell’occasione oltre alla presentazione dei libri, ci fu l’esposizione dei primi plastiquadri che riproducono alcuni dipinti di pittori famosi tra cui “La dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, “Notte stellata” di Van Gogh, “L’attesa” di Klimt e due dipinti di Mirò.






Non può mancare un omaggio al museo che ospita la mostra: 
un "pintacocoi" sul "pani pintau" tipico sardo (è lungo pochi centimetri)


Alla mostra è legata una serie di cartoline artistiche che riportano alcuni quadri e le t-shirt acquistabili allo shop del museo. Si possono spedire e sono un bel souvenir della mostra e della Sardegna.



E' possibile vedere lo spot della nuova mostra in questo link


lunedì 30 maggio 2016

Le forme e i colori della tradizione sarda in una mostra tutta di plastilina

Plastimostra “Sinnus e Prendas – Forme e colori della tradizione sarda”

Al Museo del coltello sardo di Arbus


La nuova Plastimostra di Monica Tronci ci presenta una serie di plastiquadri (i quadri realizzati con la plastilina) che rappresentano le forme e i colori della tradizione sarda e si intitola “Sinnus e prendas”.
Sinnus (segni) perché il motivo ricorrente di tutta l’esposizione è proprio il segno, il disegno, il ricamo e i decori in generale.
Prendas (gioielli) perché sono presenti anche i gioielli della nostra cultura, in filigrana e perchè in generale tutto ciò che è fatto a mano, è prezioso. 
Monica Tronci ha riprodotto i ricami degli scialli, uno dei quali antico di Arbus a misura reale, il decoro dei cesti piatti (crobis) riportati nei 3 colori primari e in varie formule, con una stilizzazione interessate e in rilievo.

 





E poi la camicia antica del suo costume sardo, che Monica ha indossato per l’occasione, per dare modo ai presenti all’inaugurazione il 15 maggio, di avere un’idea del pezzo originale che vedranno poi sul quadro in forma plastilinosa. 
Tanti ricami diversi tra cui quello "a spighitta" e altri.

E ancora dal costume sono state riprodotte is pabixeddas, il corpetto delle donne sarde, che nella versione di Monica ha una particolarità: oltre alla forma del capo di vestiario, è stato ridisegnato e ricreato anche il broccato, la stoffa tipica usata per questo “antico reggiseno”.
E per quanto riguarda i gioielli vedrete bottoni e spille d’oro, “l’ispuligadente”, “su pinnadeddu”,  le catene e “gancere” in argento.

La mostra comprende le didascalie dei quadri che riportano alcune curiosità sui pezzi esposti. Un interessante viaggio per piccoli e grandi visitatori che dà un valore aggiunto all’estetica dell’esposizione.
Questa è la seconda plastimostra organizzata da Monica, che in Sardegna è l’unica ad occuparsi in questo modo specifico di plastilina. La prima mostra si svolse un anno fa al museo Is bangius di Marrubiu (OR) e comprendeva la vecchia produzione tra cui soprattutto i personaggi tridimensionali che lei mette nei suoi libri per bambini e in quell’occasione oltre alla presentazione dei libri, ci fu l’esposizione dei primi plastiquadri che riproducono alcuni dipinti di pittori famosi tra cui “La dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, “Notte stellata” di Van Gogh, “L’attesa” di Klimt e due dipinti di Mirò.
La mostra resterà in esposizione al museo del coltello sardo ancora per qualche settimane dopodichè si sposterà in un altro paese e in un altro museo etnografico







Non può mancare un omaggio al museo che ospita la mostra: 
un "pintacocoi" sul "pani pintau" tipico sardo (è lungo pochi centimetri)



Alla mostra è legata una serie di cartoline artistiche che riportano alcuni quadri. Si possono spedire e sono un bel souvenir della mostra e della Sardegna.

Lo spot è stato realizzato da Valeria Tronci

È possibile vedere lo spot della mostra su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=W0_UcgUtVLw&feature=youtu.be